Il Telescopio Giornale Indipendente

Scrivere per cambiare

Eccoci qui. Siamo riusciti , da soli e senza nessun aiuto, ad avere una qualche voce. Un paio di pagine dove riuscire a scrivere le nostre idee , le nostre proposte, dove potere far uscire il nostro senso critico, le nostre opinioni, il nostro modo di pensare. Non ci ascolterete , lo sappiamo. Non ci ascolteranno i docenti , i dirigenti , gli assistenti e, magari, nemmeno gli studenti vorranno sapere cosa si dice in queste pagine: Non importa. Il nostro obiettivo è quello di (ri)prenderci uno spazio che ci era stato tolto , un luogo libero , una sorta di agorà dove si possano incontrare modi di pensare differenti. Un progetto folle, o quasi. Teniamo a precisare che l’organizzazione e la redazione del giornale è completamente anonima e naturalmente anche gli articoli ,qualora ne venga fatta richiesta , potranno essere pubblicati in modo anonimo. Perché questa scelta? La risposta è quanto mai semplice e scontata , soprattutto per chi nella nostra scuola c’è ormai da qualche anno, ed è quella di mantenere la massima libertà e poter dire le cose nel modo più oggettivo possibile. No , non è paura ma autodifesa contro il sistema scolastico che impone il totale assenso su ogni decisione e dove la coscienza critica non è valutata come un fattore di crescita ma solo come un fattore da eliminare al più presto e senza mezzi termini. Negli ultimi anni infatti abbiamo visto come ogni proposta o tentativo di interazione tra alunni e classe dirigente , tra alunni e classe docente o tra classe docente e classe dirigente non sia andato per il migliore dei modi anzi, se possiamo permetterci , è andato nel peggiore dei modi possibili. L’anonimato naturalmente non permette di poter pubblicare qualsiasi tipo di insulto ,volgarità o accuse senza nessun fondamento(come è accaduto all’inizio dell’anno) perché non è questo lo stile che vogliamo portare avanti, tutt’altro. Noi vogliamo ricordare che ogni decisione che viene presa nel nostro Istituto deve essere fatta in piena concordia con tutte le parti e ,anche se gli studenti si esprimono tramite le elezioni ad una rappresentanza nel consiglio d’istituto , non significa che debbano essere ignorati durante le scelte prese nel corso dell’anno ricordando, inoltre , che tra essere Dirigente e Proprietari di una scuola intercorre , (fortunatamente) ancora, una certa differenza. Per il resto la scelta del nome è venuta da sola. Riprendendo il campo dello storico giornale del Liceo, ormai tristemente defunto , abbiamo deciso di migliorare la risoluzione del “Cannocchiale” trasformandolo in un vero e proprio “Telescopio” in modo da vedere sempre più lontano, restando con la mente sveglia nel nostro presente . Il giornale inoltre è completamente autoprodotto ed autofinanziato quindi completamente libero da ogni forma di pressione. Vogliamo metterci in gioco, entrare attivamente nelle decisioni del nostro Istituto e far vedere che c’è una classe studentesca attenta ad ogni decisione e ad ogni proposta in modo tale da essere , anche noi questa volta , protagonisti della “SCUOLA”. E’ un progetto ambizioso e lo sappiamo, ma non impossibile come vorrebbero farci credere. Vogliamo credere in voi , in noi , vogliamo prendere il nostro spazio , vogliamo parlare , vogliamo essere novità, vogliamo veder realizzato ciò che sognamo. Semplice. “I felici sono felici per il possesso della giustizia e della temperanza e gli infelici, infelici per il possesso della cattiveria.(Platone,Gorgia)

Maggiore età:solo apparenza

In Italia la legge dell’otto marzo 1975 stabilisce che la maggiore età si acquisisce con il raggiungimento dei 18 anni. A tal proposito sembra, però, che il tempo all’interno del nostro liceo si sia fermato al 7 marzo di quello stesso anno. Infatti, nonostante l’ordinamento giuridico affermi che, con la maggiore età la persona fisica acquisisce la capacità di agire e che quindi l’individuo adulto gode della massima libertà di autogestione, nei corridoi, nei bagni e negli uffici scolastici, tale opportunità o, meglio, tale “libertà” viene negata all’interno del nostro istituto. Analizziamo meglio la situazione. Molte sono state nel corso dello scorso anno le proteste di studenti che, nonostante avessero raggiunto la maggiore età, si sono visti negare la possibilità di giustificare le proprie assenze o di autorizzare autonomamente la loro uscita anticipata o entrata posticipata. Un bel problema. Innanzitutto vogliamo precisare che si tratta di una consuetudine, ovvero un comportamento costante e uniforme tenuto con la convinzione che sia doveroso. Quasi una legge. Quasi, appunto. Se tale consuetudine è però regolamentata in qualche documento scolastico, secondo tale disposizione deve essere rispettata, ma ciò non toglie che possa essere discussa. Si dice in giro che nel nostro regolamento d’istituto sia presente un punto a riguardo, che giustificherebbe il tutto, anche se sono pochi i privilegiati ad essere riusciti ad entrare in possesso del suddetto documento. Ciò sicuramente non ci impedisce di esprimere il nostro disappunto e invitare la classe dirigente della nostra scuola a confrontarsi sul tema con i vari rappresentanti per cercare una soluzione che accontenti le parti. Gli studenti non vogliono approfittare di queste libertà per darsi “alla macchia”, ma vogliono semplicemente esercitarle come è giusto che sia. La maggiore età non è solo un fatto anagrafico, ma per noi giovani si manifesta soprattutto nella presa di coscienza e nel pieno esercizio dei nostri diritti e delle nostre libertà e sicuramente in questo processo di inserimento nella società, l’appoggio e la fiducia di un ente così vicino a noi come la scuola sarebbe più che gradito.

Che si dice al consiglio?

Giorno 29 Novembre, quasi tre mesi dopo il fatidico consiglio, ecco a voi, pubblico uditore, gli avvenimenti che ancora una volta dimostrano l’incapacità di alcuni docenti nell’opporsi alle decisioni del dirigente, anche in questioni banalissime come la richiesta, fatta dai rappresentanti d’istituto, di partecipazione all’assemblea di esperti, competenti all’argomento trattato: gli scontri di Genova. Gli ospiti, che avrebbero dovuto partecipare all’assemblea, sono l’ex senatrice Ganeri e la Dott.ssa Loredana Grossi, persone che oltre ad aver vissuto all’interno della scuola per tantissimi anni, hanno partecipato a numerosissimi convegni sull’argomento e che avrebbero potuto insegnarci molto anche a livello umanitario. Quella di una parte dei docenti e del personale ATA, mi auguro non per paura e timore di ritorsioni, è comunque il gesto esplicito di una tacita connivenza, che a noi studenti non sta comodo. Non far partecipare all’assemblea queste personalità è stata un’ulteriore prova di quanto, quella di alcuni rappresentanti della componente docente, sia un’inutile presa di posizione. Ma non è tutto, i nostri rappresentanti sono stati accusati di trattare temi politici e, quindi,di non lasciare spazio a tematiche più importanti. Che sia un tema politico, ne siamo consapevoli; ma è di certo un argomento di grande incisività e, soprattutto, interessa noi giovani. Ma forse il nostro dirigente avrebbe preferito un altro genere di argomenti ( vedi giovani e salute della scorsa assemblea). In ogni caso, ciò che emerge e diventa sempre più evidente è il tentativo di reprimere le libere iniziative di noi studenti. Il senso di insofferenza è enorme: non ci sentiamo compresi dal dirigente e da alcuni collaboratori, ma attaccati, non affiancati nel percorso di crescita, ma strattonati. Ogni tentativo di dialogo viene bloccato. Proprio per questi motivi nasce “Il telescopio”, per dare una voce a noi, popolo studentesco, per sentirci liberi, nei termini consentiti, di manifestare il nostro dissenso nei confronti di situazioni sempre più spiacevoli.

                                                                                                          di ???

Vindica te tibi:rivendica il tuo diritto su te stesso

Non abbiamo ottenuto quello che avevamo richiesto ,questo è vero. Ci resta l’amarezza di aver condotto una protesta pacifica, nella piena legalità e supportata da un numero maggioritario di studenti che non si arrendono ad un modello di scuola dispensatrice di nozioni erudite da mettere da parte appena usciti dall’edificio ma al contrario interpretano, rielaborano e discutono, con un senso critico non indifferente, idee per poter migliorare l’ambiente scolastico. Amarezza bilanciata dal fatto che siamo consapevoli che all’interno dell’Istituto è nato qualcosa di nuovo , senza precedenti. La concezione da parte degli studenti di essere una grande forza e di poter portare avanti le proprie idee senza doversi piegare al primo ricatto. Non abbiamo ottenuto quello che volevamo, ma non abbiamo perso. La nostra non è una sconfitta ma una vittoria. La volontà di riunirsi , discutere, votare, scrivere è quello che dobbiamo prendere da questo periodo appena trascorso. Abbiamo imparato a esercitare i nostri diritti in modo democratico, sentito e partecipato. Gli studenti sono la parte migliore di questa scuola che tende sempre più ad emarginare e ghettizzare coloro i quali non rientrano in alcuni canoni comportamentali prestabiliti. Siamo stanchi ma non sconfitti. A guardare bene però, la sconfitta più grande l’ha riscontrata l’Istituzione scolastica incapace, ancora una volta , ad ascoltare il grido assordante di una generazione che non chiede nient’altro che partecipare alle decisioni in modo attivo. Un’Istituzione che ne esce sconfitta e più povera sia dal punto di vista umano che dal punto di vista intellettuale. Tra richieste protocollate che non si trovano e minacce di sospensioni, tra volantini troppo accesi e a assemblee che sfociano in rissa, tra una dirigenza che ha bisogno di scrivere sul giornale per discutere con i propri studenti e le promesse fatte(e non mantenute) per ottenere lo sgombro durante l’occupazione , il limite della decenza sembra superato ormai da qualche tempo. Se la paura di ripercussioni per la manifestazione del pensiero induce gli studenti a celarsi dietro una redazione anonima e talora dietro pseudonimi per firmare gli articoli possiamo facilmente renderci conto che il clima incandescente di qualche tempo fa è sfociato ormai in una caccia alle streghe di quei “facinorosi” che continuano a credere in un modello di scuola diverso Dispiace ,inoltre, non essere riusciti a coinvolgere l’intera popolazione studentesca attenta ancora una volta più ai voti della pagella che ai voti della coscienza, non sentendo il peso collettivo di una battaglia importante per tutti. Consapevoli del fatto che stavamo andando contro logiche di potere scolastico completamente estranee al nostro modo di pensare (e di comportarci) abbiamo fatto le nostre scelte in modo autonomo e spontaneo, pensando di portare a compimento il fine ultimo della scuola che è quello di renderci cittadini attivi, responsabili , democratici e civili. Abbiamo sbagliato a credere che davanti a noi ci fossero autorità in grado di accogliere questo nostro senso di miglioramento. Cambieremo dal basso, un piccolo passo alla volta, senza fare rumore . Come ci ricorda il nostro Statuto “La comunità scolastica, interagendo con la più ampia comunità civile e sociale di cui è parte, fonda il suo progetto e la sua azione educativa sulla qualità delle relazioni insegnante-studente, contribuisce allo sviluppo della personalità dei giovani, anche attraverso l'educazione alla consapevolezza e alla valorizzazione dell'identità di genere, del loro senso di responsabilità e della loro autonomia individuale e persegue il raggiungimento di obiettivi culturali e professionali adeguati all'evoluzione delle conoscenze e all'inserimento nella vita attiva”. Ma sono sicuro lo conoscevate già, vero?

                                                                                                           di ???